VC Hub diventa Italian Tech Alliance

Rebranding (ma non solo) dell’associazione VC Hub che diventa Italian Tech Alliance e si rafforza con l’ingresso di 3 nuovi soci


Articolo originale su Startupitalia di Anna Gaudenzi


C Hub Italia – l’associazione italiana del Venture Capital, degli investitori in innovazione e delle startup e PMI innovative – cambia nome in Italian Tech Alliance e accoglie nel consiglio direttivo tre nuovi rappresentanti delle startup e delle imprese innovative associate parificando così la rappresentanza nel CdA, al fine di coinvolgere sempre più trasversalmente i diversi attori che operano all’interno dell’ecosistema italiano dell’innovazione e della tecnologia.


S tratta di Marianna Chillau (CEO e co-founder Transactionale), Gabriele Grecchi (CEO e co-founder di Silk Biomaterials) e Antonio Vecchio (CEO e co-founder di Karaoke One), che andranno ad affiancare Enrico Pandian, founder di FrescoFrigo ed Everli, e Stefano Portu, founder e CEO di ShopFully (entrati nel board lo scorso), il Presidente, Gianluca Dettori (Primo Venture), il Segretario Generale, Alessio Beverina (Panakès Partners) e Fausto Boni (360 Capital Partners), Lucia Faccio (Sofinnova Partners) e Roberto Magnifico (LVenture Group).

“Italian Tech Alliance è il ponte che mancava, perché unisce tutte le realtà dell’ecosistema italiano dell’innovazione. Credo che per un’impresa che lavora in questo settore, sia fondamentale essere parte attiva di questa associazione, e con il mio ingresso nel board spero innanzitutto di rappresentare al meglio le aziende innovative che in Italia sono guidate da donne, e allo stesso tempo vorrei ispirare altre imprenditrici a farsi avanti e partecipare attivamente alla rivoluzione digitale che stiamo attraversando”. Ha detto Marianna Chillau.


“Quando alcuni mesi fa sono entrato nel board dell’associazione insieme a Stefano Portu, founder e CEO di Shopfully, ho trovato i rappresentanti del mondo VC più che disponibili a recepire quello che le imprese innovative avevano da dire su diversi temi, – racconta Enrico Pandian- Se dovessi fare un bilancio di questi primi mesi direi che è un’esperienza più che positiva, perché dall’interno siamo riusciti contribuire a modificare lo statuto dell’associazione, che ha portato all’ulteriore apertura verso gli imprenditori, elemento che sono sicuro contribuirà a far percepire le startup e le imprese innovative come una vera e propria industry, che genera fatturato, ricchezza e crescita economica. Sono molto contento anche del rebranding, che vedo come una sorta di partenza post pandemia, e mi aspetto che l’ingresso dei tre nuovi soci imprenditori nel board contribuirà a sostenere le esigenze delle imprese innovative e a dar voce alle istanze dell’intero sistema italiano dell’innovazione”.


L’ingresso del Club degli investitori


L’associazione, nata nel 2019 per iniziativa dei gestori dei principali fondi di Venture Capital attivi in Italia: 360 Capital, Indaco Venture Partners, P101, Panakès Partners e Primo Venture. Oggi l’associazione conta circa 200 associati: 45 soci investitori, 130 startup e PMI innovative e 20 soci sostenitori. Oggi entrano tra i soci di Italian Angels for Growth, Club degli Investitori, Angels 4 Impact e Angels 4 Women – quattro tra le principali associazioni di business angel attive in Italia, che contano complessivamente oltre 500 associati – con l’obiettivo rafforzare anche la rappresentanza delle esigenze di questa tipologia di investitori, sempre più attiva sul mondo delle startup.

“Quando all’inizio del 2019 abbiamo fondato VC Hub Italia, lo abbiamo fatto con l’obiettivo di sviluppare un think tank per dare maggiore voce al mondo del VC e degli investitori in innovazione, spiega Gianluca Dettori, Presidente di Italian Tech Alliance. Nei mesi successivi abbiamo deciso di allargare la base associativa cominciando ad accogliere non solo fondi di venture capital ma anche business angel e family office fino a prendere la strada di allargarci anche alle startup. L’associazione oggi raggruppa 45 investitori che gestiscono circa 1,3 miliardi di euro, diversificati in tutti i principali settori dal software al biotech, dal deep tech fino alla space economy. Le 130 startup associate operano nei principali settori dell’innovazione e partecipano all’associazione anche 20 tra i consulenti, che consentono al nostro ecosistema di funzionare e operare secondo le migliori pratiche internazionali. Quest’anno verranno investiti oltre 100 miliardi di euro in Europa nel settore tecnologico e Italian Tech Alliance vuole essere la piattaforma per dare voce in Italia e all’estero al settore tech Italiano per crescere più rapidamente e rafforzarsi ulteriormente attraendo crescenti capitali esteri sulle società associate.” ha detto Dettori.

Fare VC in Italia


Sono 21 attualmente i fondi di Venture Capital italiani, oltre a una moltitudine di holding d’investimento, alcuni corporate VC e business angel e più di 20 fondi stranieri di VC che hanno investito in imprese innovative italiane. Nel primo semestre 2021, l’ammontare investito nel nostro Paese è stato pari a 550 milioni di euro, cifra che potrebbe arrivare a un miliardo di euro entro la fine dell’anno.

“Nonostante i passi avanti, c’è ancora molto da fare per recuperare il gap tra l’Italia e gli altri Paesi per quanto concerne l’investimento in innovazione e nuove imprese. Il divario è determinato da diversi fattori, a partire dalla scarsa partecipazione di investitori istituzionali, come casse previdenziali e fondi assicurativi, e di grandi aziende – sottolinea Francesco Cerruti, Direttore Generale di Italian Tech Alliance. – Come fatto all’estero, l’Italia deve costruire una visione per il futuro delle sue imprese e del mondo del lavoro, e crediamo che questo passi attraverso l’investimento in startup e PMI innovative. È ora di concentrarsi su quelle imprese innovative e tecnologiche che hanno dimostrato, anche durante la crisi causata dal contagio Covid-19, di saper creare occupazione e crescita per il Paese”.

“Per far crescere il mondo dell’innovazione in Italia è importante favorire il dialogo e la collaborazione tra tutti gli attori dell’ecosistema, dice Stefano Portu, fondatore e CEO di ShopFully. Per questo, da quando lo scorso febbraio sono entrato nel board dell’associazione in rappresentanza dei soci imprenditori insieme al fondatore di FrescoFrigo ed Everli, Enrico Pandian, abbiamo lavorato con i rappresentanti del VC per modificare lo statuto, arrivando ad avere una rappresentanza paritetica di investitori e imprenditori, come avviene in altri Paesi europei. Sono felice per l’ingresso nel board dei tre nuovi rappresentanti degli imprenditori e dell’adesione a Italian Tech Alliance dei principali club di business angel italiani, e sono convinto, conclude Portu, che la strada giusta sia quella di continuare a lavorare per fare dell’associazione un soggetto sempre più rappresentativo di tutti gli attori dell’ecosistema italiano dell’innovazione, ed è anche in questo senso che va letto il rebranding”.